Code as Craft: un programma interdisciplinare disegnato per gli studenti di NYU Abu Dhabi

Code as Craft: un programma interdisciplinare disegnato per gli studenti di NYU Abu Dhabi

Si è concluso pochi giorni fa il programma “Code as Craft”, pensato appositamente per gli studenti della New York University Abu Dhabi nell’ambito del loro J-Term — un’esperienza accademica intensa disegnata per andare oltre la struttura tradizionale del semestre, offrendo un apprendimento immersivo e pratico.

Studenti di diverse nazionalità hanno preso parte a questo programma multidisciplinare, esplorando il punto d’incontro tra tecnologia, creatività e saperi artigianali.

Il J-Term ha combinato lezioni in aula, case study, laboratori esperienziali e workshop pratici guidati da professionisti del settore e creativi.

Lezioni e interventi sono stati tenuti da Erisa Ibrahimi, docente e designer 3D di abbigliamento, che ha indagato il rapporto tra artigianato e tecnologia con un approccio critico e creativo all’uso dell’IA nel patrimonio culturale e nel design; Michele Vello, docente, grafico ed esperto di storia del costume, che ha accompagnato gli studenti nella storia del costume, dei tessuti e della moda europea e veneziana attraverso materiali, tecniche e cultura visiva; e Davide Bartolucci, CEO di SHADO, che ha approfondito un case study dedicato.

Il programma comprendeva anche due workshop: uno in collaborazione con Museo MA*GA e Missoni, e uno guidato dall’artista Gianluca Traina, specializzato in AI e pratiche analogiche. Entrambi hanno usato i tessuti come linguaggio per connettere arte, design e cultura visiva, coinvolgendo gli studenti in un’esperienza pratica con strumenti come il telaio e sperimentazioni sui materiali.

Il percorso è stato arricchito da visite presso eccellenze locali come Tessitura Bevilacqua, Artigiani Veneziani e Sabrina Pandin Textile, offrendo uno sguardo diretto sulle pratiche reali e sulle applicazioni contemporanee dell’artigianato e del design.

Non sono mancati momenti di scoperta culturale: gli studenti hanno visitato il Museo del Merletto di Burano, il Museo Fortuny – Ca’ Rezzonico, Villa Foscarini Cornaro e Villa Barbaro a Maser, approfondendo la ricchezza del patrimonio artistico italiano.

Questa esperienza ha creato uno spazio di scambio internazionale, apprendimento pratico e dialogo tra tradizione e innovazione.

Siamo grati a docenti, partner e studenti che hanno reso possibile questo programma — e non vediamo l’ora di proporne altri simili in futuro.

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