AI, design e moda sostenibile: si chiude la terza edizione del Summer Program con FIT New York
Si è da poco conclusa la terza edizione del Summer Program nato dalla collaborazione tra H-FARM College e il Fashion Institute of Technology (FIT) di New York, una delle realtà accademiche più riconosciute a livello internazionale nel mondo della moda e del design. Gli studenti di FIT sono stati accompagnati da Kathline Argiro, adjunct professor del Fashion Institute of Technology.
Dal 31 maggio al 5 giugno, un gruppo di studenti del Fashion Institute of Technology è arrivato in Campus per lavorare fianco a fianco con gli studenti del College, dando vita a un’esperienza di confronto internazionale fatta di progettazione condivisa e prospettive diverse che si incontrano.
Il programma ha esplorato i confini della digital transformation applicata al fashion system, intrecciando intelligenza artificiale, design thinking e approcci di produzione più consapevoli. In questa prospettiva, si è configurato come un vero e proprio spazio di incubazione, in cui il dialogo tra heritage e innovazione tecnologica diventa motore progettuale.
Il programma ha unito momenti in aula e attività sul campo, tra lezioni, visite e project work. In questo scenario, il territorio veneziano ha giocato un ruolo centrale, diventando parte integrante del percorso. Le visite a Palazzo Mocenigo e Palazzo Fortuny hanno offerto una prospettiva sul dialogo continuo tra storia del costume, cultura tessile e innovazione, mostrando come il passato continui a influenzare il linguaggio del design contemporaneo. Il percorso è poi entrato nel vivo della materia con un workshop insieme a Sabrina Pandin, dove gli studenti hanno lavorato sui telai e sperimentato direttamente il valore del saper fare artigiano, in un contatto concreto con la produzione.
A completare l’esperienza, la collaborazione con D-Air Lab ha portato gli studenti dentro una sfida reale di innovazione nel mondo dei dispositivi di protezione individuale. Il brief ha incluso l’analisi di prodotti iconici come Workair, FutureAge, D-One e la linea 7506 sviluppata per l’Antartide, fino ad arrivare al redesign del D-air Jacket per la protezione dei ciclisti urbani e sportivi.
Il lavoro si è sviluppato attraverso più livelli di lettura: dall’analisi funzionale e di sicurezza, al benchmark di brand capaci di unire performance tecniche ed estetica, fino alla definizione del target riders e alla costruzione di un moodboard guidato da estetica, funzionalità e sostenibilità. I ragazzi, guidati da Erisa Ibrahimi, direttrice scientifica area fashion di H-FARM College, hanno utilizzato strumenti di intelligenza artificiale generativa e piattaforme digitali come Design Beyond Studio, Miro, Krea.ai, Canva e Flora.ai, che hanno supportato la traduzione della ricerca in concept concreti.
I team hanno lavorato come piccoli studi progettuali, alternando ricerca, analisi e sviluppo creativo. La presentazione finale al team di D-Air Lab ha chiuso il programma, trasformando il lavoro svolto in un momento di confronto reale con l’industria e restituendo agli studenti il senso completo del percorso: dall’idea alla validazione.
“È stata un’esperienza molto bella e istruttiva. Lavorare con gli studenti di FIT e confrontarsi con persone provenienti da contesti così diversi ci ha permesso di metterci in gioco e vedere approcci nuovi alla progettazione. Le aziende che abbiamo visitato sono state molto interessanti, in particolare D-Air Lab e il progetto legato al mondo dei tessuti e dei telai. Collaborare per sviluppare una proposta per D-Air ci ha dato la possibilità di lavorare su una sfida concreta e di applicare creatività e lavoro di squadra in un contesto molto stimolante e internazionale.” condivide Maria, studentessa di H-FARM College che ha preso parte al programma.